Alcune risposte alle domande più comuni sulla BSE - Encefalopatia
Spongiforme Bovina
Encefalopatia Spongiforme Bovina:
Nota con il termine di "morbo della mucca pazza", è una malattia
degenerativa del sistema nervoso centrale appartenente al gruppo delle
Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (EST).
La BSE è caratterizzata da un periodo di incubazione lungo in media 5 anni e
presenta sintomi nervosi ed esito letale.

Quando si è verificato il primo caso?
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La malattia è comparsa per la prima volta nel Regno Unito nel 1985.
Secondo le teorie scientifiche più accreditate la malattia è provocata
dall'uso di farine animali provenienti da animali della specie ovina affetti
da "scrapie",un´ altra malattia appartenete al gruppo delle encefalopatie
trasmissibili.

Probabilmente una proteina anomala detta "prione", eccezionalmente
resistente ai disinfettanti e alle alte temperature. La diagnosi della
malattia, attualmente, può essere fatta solo mediante test effettuati sul
cervello, e dunque dopo la morte dell'animale.

Perché si diffonde tra i bovini?
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La causa principale è l'utilizzo di mangimi contenenti farine di carne e di
ossa prodotte utilizzando carcasse di animali infetti. Infatti le farine
prodotte da animali sani non sono di per sé responsabili di trasmissione
della malattia.

Nel nostro Paese si sono verificati casi di mucca pazza?
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Due casi clinici di BSE, in animali provenienti dal Regno Unito, furono
identificati nell´ottobre del 1994.
Il primo caso di BSE in una vacca da latte italiana, invece, è stato
diagnosticato il 16 gennaio 2001.
L'animale, di circa 6 anni di età, era stato sottoposto ad esame nell'ambito
del programma di screening di massa sugli animali superiori ai trenta mesi
macellati, in vigore dal 1º gennaio 2001.

I bovini italiani si possono ammalare di BSE?
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L'eventuale presenza di malattia in animali a fine carriera non rappresenta
un rischio per il consumatore.
Questi animali, infatti, vengono sottoposti periodicamente al test. Tutti gli allevamenti italiani sono
soggetti a controlli veterinari sistematici e gli animali destinati al macello subiscono un´ ultima visita veterinaria prima della macellazione. Successivamente, le carni stesse e gli organi vengono sottoposti ad ispezione veterinaria. Nel nostro Paese Le misure precauzionali messe in atto tengono conto
attualmente di tutti i fattori di rischio per la trasmissione della malattia individuati
finora dalla comunità scientifica.

Quali sono i controlli che vengono effettuati in Italia?
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Le norme in vigore prevedono operazioni di vigilanza e
controllo dei prodotti alimentari di origine animale dagli allevamenti fino
alla distribuzione. L´attività di vigilanza viene eseguita dai Servizi
veterinari delle ASL, dal Comando Carabinieri per la Sanità (NAS), dall´
Ispettorato Centrale Repressione Frodi.
Le derrate di origine animale vengono controllate lungo tutta la filiera
alimentare dagli allevamenti fino alla distribuzione dei prodotti alimentari
di origine animale presso ristoranti, mense, luoghi di vendita, etc..
I controlli sono eseguiti dai Servizi veterinari del Dipartimento di
Prevenzione delle ASL che, con periodiche ispezioni, controllano, oltre l´
idoneità dei locali, anche la salubrità e la provenienza dei prodotti.

Quali sono le garanzie per i consumatori?
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Il Comitato scientifico europeo individua come materiale specifico a
rischio gli organi e i tessuti che, in base a ricerche scientifiche, hanno
dimostrato una capacità infettiva.
In particolare:

- Per i bovini di età superiore a 12 mesi: il cranio, compreso il cervello e
gli occhi, le tonsille e il midollo spinale
- Per i bovini di qualsiasi età, l'intestino completo. Nello specifico si
chiarisce che dell'intestino non fanno parte i prestomaci ("trippa") e lo
stomaco.
- Per gli ovi-caprini di età superiore ai 12 mesi: il cranio, compreso il
cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale
- Per gli ovi-caprini di qualsiasi età, la milza.
In base alle ricerche scientifiche non è stata rilevata alcuna infettività nel
muscolo scheletrico (carne), nel latte e nei tessuti adiposi (grasso).
Il rischio di esposizione dei consumatori è ridotto in maniera
Significativa dalle attuali disposizioni normative, che prevedono
l'eliminazione e la distruzione del materiale specifico a rischio.

Le carni in scatola sono sicure dalla BSE?
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Le misure cautelari adottate dal Ministero della Sanità per la
commercializzazione delle carni bovine rappresenta ad oggi lo strumento più
efficace per assicurare la qualità dei prodotti di carne.
Tali provvedimenti
non riguardano le parti muscolari e lo stomaco dei bovini che sono avviate
al consumo diretto o utilizzate nella
preparazione di prodotti trasformati come le carni in gelatina in
scatola ottenute utilizzando come materia
prima esclusivamente il cosiddetto muscolo rosso.
Si tratta, infatti, di parti
muscolari private di grasso e tendini e divise in grossi pezzi, alle quali
viene unito del brodo vegetale aromatizzato e agar-agar (derivato di un´alga
dotata di potere gelificante) e che sono successivamente sottoposte a
sterilizzazione.
La maggior parte della materia prima utilizzata per la produzione di carni
in gelatina è costituita, comunque, da carne cotta e congelata proveniente da
alcuni Pesi del Sud America.

Esistono anche farmaci a rischio BSE?
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Teoricamente possono essere considerati a rischio tutti quei farmaci che
contengono tessuti bovini ad alto rischio (cervello, midollo spinale,
tonsille e intestino). Tuttavia questi farmaci non sono più in commercio.
Prima di essere messo in commercio ogni farmaco viene, infatti, controllato
per il rischio mucca pazza.

Quali sono i controlli effettuati al macello?
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Il sevizio veterinario pubblico è presente in tutti i macelli italiani. Il
veterinario ufficiale presente nello stabilimento effettua
su tutti gli animali una visita clinica per verificarne l'idoneità
alla macellazione e per escludere la presenza di patologie eventualmente
trasmissibili all'uomo. La finale apposizione del bollo sanitario testimonia
l'esito favorevole dell'ispezione veterinaria.

Quali sono le misure di controllo adottate nei confronti dei bovini
importati?
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Nei confronti del Regno Unito e del Portogallo, considerati Paesi ad elevata
incidenza per BSE, sono state adottate misure comunitarie che vietano
l'introduzione di bovini vivi di tutte le età e di tutte le categorie.
Nel 1996 un provvedimento nazionale ha vietato l'importazione di
bovini anche dalla Svizzera. Dal 1997, prima dell'adozione di
provvedimenti comunitari, l'Italia aveva già adottato disposizioni, di volta
in volta aggiornate rispetto alla comparsa di casi di BSE, nei confronti di
Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Danimarca e Paesi Bassi, disposizioni
che hanno imposto l´eliminazione e la distruzione degli organi a rischio
per i bovini destinati al macello provenienti da questi Paesi.
Tale misura precauzionale, con provvedimento comunitario, è stata estesa dal 1º ottobre 2000 a tutti i
bovini di età superiore ai 12 mesi e a prescindere
dalla loro origine.
Dal 1º gennaio 2001, inoltre, tutti gli animali di età
superiore ai 30 mesi compresi quelli importati da Paesi comunitari e Paesi
terzi consentiti devono essere sottoposti obbligatoriamente ai test rapidi
per la diagnosi della BSE prima che le loro carni siano destinate al consumo
umano.

In cosa si differenziano il morbo di Creutzfeldt Jacob e la nuova
variante del Morbo di Creutzfeldt Jacob?
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La malattia di Creutzfeldt-Jakob sporadica è conosciuta sin dagli anni '20
ed è diffusa in tutto il mondo con un tasso di mortalità di circa 1-2 casi
per milione di abitanti (in Italia ci sono circa 50-70 casi l'anno).
Non vi è alcuna evidenza epidemiologica o di laboratorio che la MCJ sporadica sia
legata alle encefalopatie spongiose degli animali. La MCJ sporadica colpisce
sia uomini che donne, di età superiore ai 50 anni (ma sono anche stati
descritti rari casi in soggetti più giovani). La malattia esordisce nella
maggior parte dei casi con disturbi cognitivi (deterioramento mentale) o
disturbi visivi ad evoluzione molto rapida seguiti da altri gravi segni
neurologici. La malattia è sempre fatale, usualmente in meno di 6 mesi. Non
c'è evidenza che la MCJ sporadica possa trasmettersi da uomo a uomo per via
aerea, sessuale, per contatto o attraverso le trasfusioni di sangue. Non
esiste alcun test per individuare un soggetto che ha contratto il morbo.

Qual è la situazione in Italia per quanto riguarda i mangimi?
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Dal 1994 la somministrazione a tutti i ruminati di farine
contenenti proteine provenienti da mammiferi è vietata.
Con Ordinanza del Ministro della Sanità del 17 novembre 2000, tali misure
restrittive, sono state rafforzate estendendo il divieto di somministrazione agli erbivori di
mangimi contenenti proteine animali. L'Unione europea ha stabilito, inoltre, un divieto generale di
somministrazione di alimenti di proteine derivate da animali a tutti gli animali di allevamento destinati alla produzione.

Esistono cure per la nuova variante del morbo di Creutzfeldt Jacob?
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No, anche se si stanno studiando, in laboratorio, alcuni composti che
potrebbero, in futuro, costituire una base razionale per lo sviluppo di
farmaci ad azione terapeutica o preventiva.

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