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12/06/2004


SPECIALE BSE

Speciale Mucca pazza
1 Cos'è la BSE
Il primo caso in Italia
Cenni sulla malattia
I casi in Italia dal 2001 ad oggi
2 Le FAQ sulla "mucca pazza"
3 Le leggi
La normativa nazionale
Altri riferimenti normativi
Provvedimenti comunitari di prevenzione attuati dall'Italia
Norme per la eradicazione della bse
Norme per l'alimentazione animale
Norme per l'identificazione animale anagrafe del bestiame
Normativa - Internazionale
4 Link utili

Cos'è la BSE

Il primo caso in Italia

“Mucca pazza”: in Sicilia il primo caso.
E´ stato segnalato in Italia il primo caso di “encefalopatia spongiforme bovina”, meglio conosciuta anche con il nome di “morbo della mucca pazza”.

La vittima è una ragazza siciliana di 22 anni, che ha cominciato ad accusare i primi sintomi nel settembre 2001. E´ difficile stabilire quando possa avere contratto la malattia, in quanto questa presenta lunghi periodi di incubazione, anche di 5 anni, prima di manifestarsi.

Cenni sulla malattia

Il “morbo della mucca pazza” è comparso per la prima volta in Gran Bretagna nel 1996, ma è stato riconosciuto ufficialmente solamente l´anno successivo, quando è stata definita “nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jacob”

E´ stato accertato scientificamente, che la causa principale dell´insorgere della malattia nei bovini è l´utilizzo di mangimi contenenti farine prodotte con carcasse di animali infetti.
L´uomo invece la può contrarre mangiando carne di manzo infetta, o assumendo farmaci che contengono tessuti bovini prelevati da zone considerate a rischio, come il cervello ed il midollo spinale. Questi farmaci sono comunque fuori commercio nel nostro paese.
Il morbo colpisce i giovani di età compresa entro i 30 anni e i sintomi sono disturbi psichiatrici e difficoltà di deambulazione. L´esito della malattia molte volte è letale. Attualmente i casi ufficialmente accertati di “encefalopatia spongiforme bovina” nell´uomo sono 114 in Gran Bretagna, 5 in Francia, uno in Irlanda ed uno ad Hong Kong.

Come si è potuto verificare? Nel nostro paese sono previsti accurati controlli sulle carni destinate al consumo. In particolare tutti i bovini di età superiore ai 30 mesi, pronti per la macellazione, vengono sottoposti ad una serie di test, per accertare che non siano infettati da patologie trasmissibili sull´uomo. C´è però, soprattutto in Sicilia, un commercio di carni macellate clandestinamente, provenienti da furti di bestiame, nelle quali non vengono effettuati controlli.

La reazione del Ministero e dei consumatori. Le rassicurazioni del Ministro della Salute Gerolamo Sirchia, che ha escluso nel modo più assoluto il pericolo di un´epidemia, non hanno impedito il diffondersi di un certo allarmismo tra i cittadini. Il Ministero ha comunque istituito d´urgenza una commissione, composta da nove esperti, per studiare le terapie più avanzate a combattere l´insorgere del morbo sull´essere umano. Attualmente il metodo di cura più conosciuto, ma ancora in fase sperimentale, è la somministrazione di quinacrina: un farmaco fuori commercio in Italia, di cui però il Ministero della Salute ha chiesto, in Febbraio, l´autorizzazione per importarlo dalla Gran Bretagna.

NUMERO VERDE DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Numero Verde del Ministero della Salute

I casi in Italia dal 2001 ad oggi

Salgono a cinque i casi di morbo della mucca pazza registrati in Italia nel 2004.

Sarebbe un bovino femmina di sette anni, di razza frisona italiana, proveniente da un allevamento nella provincia di Cuneo, il quinto caso italiano di mucca pazza di quest'anno. Il Centro di referenza per le encefalopatie spongiformi di Torino ha confermato la positivita' al test perla Bse dell'animale. Lo conferma un comunicato del Ministero della salute.

Dal 1 gennaio 2001 - ricorda il ministero della Salute in una nota - sono 121 i casi di Bse in Italia, di cui 50 individuati nel 2001, 36 nel 2002, 31 nel 2003 e cinque nell'anno in corso.





Le FAQ sulla "mucca pazza"

Alcune risposte alle domande più comuni sulla BSE - Encefalopatia Spongiforme Bovina

Cos'è la BSE?

Encefalopatia Spongiforme Bovina:
Nota con il termine di "morbo della mucca pazza", è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale appartenente al gruppo delle Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (EST).
La BSE è caratterizzata da un periodo di incubazione lungo in media 5 anni e presenta sintomi nervosi ed esito letale.



Quando si è verificato il primo caso?

La malattia è comparsa per la prima volta nel Regno Unito nel 1985. Secondo le teorie scientifiche più accreditate la malattia è provocata dall'uso di farine animali provenienti da animali della specie ovina affetti da "scrapie",un´ altra malattia appartenete al gruppo delle encefalopatie trasmissibili.



Cosa causa la malattia

Probabilmente una proteina anomala detta "prione", eccezionalmente resistente ai disinfettanti e alle alte temperature. La diagnosi della malattia, attualmente, può essere fatta solo mediante test effettuati sul cervello, e dunque dopo la morte dell'animale.



Perché si diffonde tra i bovini?

La causa principale è l'utilizzo di mangimi contenenti farine di carne e di ossa prodotte utilizzando carcasse di animali infetti. Infatti le farine prodotte da animali sani non sono di per sé responsabili di trasmissione della malattia.



Nel nostro Paese si sono verificati casi di “mucca pazza”?

Due casi clinici di BSE, in animali provenienti dal Regno Unito, furono identificati nell´ottobre del 1994.
Il primo caso di BSE in una vacca da latte italiana, invece, è stato diagnosticato il 16 gennaio 2001.
L'animale, di circa 6 anni di età, era stato sottoposto ad esame nell'ambito del programma di screening di massa sugli animali superiori ai trenta mesi macellati, in vigore dal 1º gennaio 2001.



I bovini italiani si possono ammalare di BSE?

L'eventuale presenza di malattia in animali a fine carriera non rappresenta un rischio per il consumatore.
Questi animali, infatti, vengono sottoposti periodicamente al test. Tutti gli allevamenti italiani sono soggetti a controlli veterinari sistematici e gli animali destinati al macello subiscono un´ ultima visita veterinaria prima della macellazione. Successivamente, le carni stesse e gli organi vengono sottoposti ad ispezione veterinaria. Nel nostro Paese Le misure precauzionali messe in atto tengono conto attualmente di tutti i fattori di rischio per la trasmissione della malattia individuati finora dalla comunità scientifica.



Quali sono i controlli che vengono effettuati in Italia?

Le norme in vigore prevedono operazioni di vigilanza e controllo dei prodotti alimentari di origine animale dagli allevamenti fino alla distribuzione. L´attività di vigilanza viene eseguita dai Servizi veterinari delle ASL, dal Comando Carabinieri per la Sanità (NAS), dall´ Ispettorato Centrale Repressione Frodi.
Le derrate di origine animale vengono controllate lungo tutta la filiera alimentare dagli allevamenti fino alla distribuzione dei prodotti alimentari di origine animale presso ristoranti, mense, luoghi di vendita, etc.. I controlli sono eseguiti dai Servizi veterinari del Dipartimento di Prevenzione delle ASL che, con periodiche ispezioni, controllano, oltre l´ idoneità dei locali, anche la salubrità e la provenienza dei prodotti.



Quali sono le garanzie per i consumatori?

Il Comitato scientifico europeo individua come materiale specifico a rischio gli organi e i tessuti che, in base a ricerche scientifiche, hanno dimostrato una capacità infettiva.

In particolare: Quali sono le garanzie per i consumatori?
  • Per i bovini di età superiore a 12 mesi: il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale
  • Per i bovini di qualsiasi età, l'intestino completo. Nello specifico si chiarisce che dell'intestino non fanno parte i prestomaci ("trippa") e lo stomaco.
  • Per gli ovi-caprini di età superiore ai 12 mesi: il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale
  • Per gli ovi-caprini di qualsiasi età, la milza.

In base alle ricerche scientifiche non è stata rilevata alcuna infettività nel muscolo scheletrico (carne), nel latte e nei tessuti adiposi (grasso). Il rischio di esposizione dei consumatori è ridotto in maniera Significativa dalle attuali disposizioni normative, che prevedono l'eliminazione e la distruzione del materiale specifico a rischio.



Le carni in scatola sono sicure dalla BSE?

Le misure cautelari adottate dal Ministero della Sanità per la commercializzazione delle carni bovine rappresenta ad oggi lo strumento più efficace per assicurare la qualità dei prodotti di carne.
Tali provvedimenti non riguardano le parti muscolari e lo stomaco dei bovini che sono avviate al consumo diretto o utilizzate nella preparazione di prodotti trasformati come le carni in gelatina in scatola ottenute utilizzando come materia prima esclusivamente il cosiddetto “muscolo rosso”.
Si tratta, infatti, di parti muscolari private di grasso e tendini e divise in grossi pezzi, alle quali viene unito del brodo vegetale aromatizzato e agar-agar (derivato di un´alga dotata di potere gelificante) e che sono successivamente sottoposte a sterilizzazione.
La maggior parte della materia prima utilizzata per la produzione di carni in gelatina è costituita, comunque, da carne cotta e congelata proveniente da alcuni Pesi del Sud America.



Esistono anche farmaci a rischio BSE?

Teoricamente possono essere considerati a rischio tutti quei farmaci che contengono tessuti bovini ad alto rischio (cervello, midollo spinale, tonsille e intestino). Tuttavia questi farmaci non sono più in commercio.
Prima di essere messo in commercio ogni farmaco viene, infatti, controllato per il rischio “mucca pazza”.



Quali sono i controlli effettuati al macello?

Le Leggi Il sevizio veterinario pubblico è presente in tutti i macelli italiani. Il veterinario ufficiale presente nello stabilimento effettua su tutti gli animali una visita clinica per verificarne l'idoneità alla macellazione e per escludere la presenza di patologie eventualmente trasmissibili all'uomo. La finale apposizione del bollo sanitario testimonia l'esito favorevole dell'ispezione veterinaria.



Quali sono le misure di controllo adottate nei confronti dei bovini importati?

Nei confronti del Regno Unito e del Portogallo, considerati Paesi ad elevata incidenza per BSE, sono state adottate misure comunitarie che vietano l'introduzione di bovini vivi di tutte le età e di tutte le categorie.
Nel 1996 un provvedimento nazionale ha vietato l'importazione di bovini anche dalla Svizzera. Dal 1997, prima dell'adozione di provvedimenti comunitari, l'Italia aveva già adottato disposizioni, di volta in volta aggiornate rispetto alla comparsa di casi di BSE, nei confronti di Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Danimarca e Paesi Bassi, disposizioni che hanno imposto l´eliminazione e la distruzione degli organi a rischio per i bovini destinati al macello provenienti da questi Paesi. Tale misura precauzionale, con provvedimento comunitario, è stata estesa dal 1º ottobre 2000 a tutti i bovini di età superiore ai 12 mesi e a prescindere dalla loro origine.
Dal 1º gennaio 2001, inoltre, tutti gli animali di età superiore ai 30 mesi compresi quelli importati da Paesi comunitari e Paesi terzi consentiti devono essere sottoposti obbligatoriamente ai test rapidi per la diagnosi della BSE prima che le loro carni siano destinate al consumo umano.



In cosa si differenziano il morbo di Creutzfeldt Jacob e la nuova variante del Morbo di Creutzfeldt Jacob?

La malattia di Creutzfeldt-Jakob sporadica è conosciuta sin dagli anni '20 ed è diffusa in tutto il mondo con un tasso di mortalità di circa 1-2 casi per milione di abitanti (in Italia ci sono circa 50-70 casi l'anno).
Non vi è alcuna evidenza epidemiologica o di laboratorio che la MCJ sporadica sia legata alle encefalopatie spongiose degli animali. La MCJ sporadica colpisce sia uomini che donne, di età superiore ai 50 anni (ma sono anche stati descritti rari casi in soggetti più giovani). La malattia esordisce nella maggior parte dei casi con disturbi cognitivi (deterioramento mentale) o disturbi visivi ad evoluzione molto rapida seguiti da altri gravi segni neurologici. La malattia è sempre fatale, usualmente in meno di 6 mesi. Non c'è evidenza che la MCJ sporadica possa trasmettersi da uomo a uomo per via aerea, sessuale, per contatto o attraverso le trasfusioni di sangue. Non esiste alcun test per individuare un soggetto che ha contratto il morbo.



Qual è la situazione in Italia per quanto riguarda i mangimi?

Dal 1994 la somministrazione a tutti i ruminati di farine contenenti proteine provenienti da mammiferi è vietata.
Con Ordinanza del Ministro della Sanità del 17 novembre 2000, tali misure restrittive, sono state rafforzate estendendo il divieto di somministrazione agli erbivori di mangimi contenenti proteine animali. L'Unione europea ha stabilito, inoltre, un divieto generale di somministrazione di alimenti di proteine derivate da animali a tutti gli animali di allevamento destinati alla produzione.



Esistono cure per la nuova variante del morbo di Creutzfeldt Jacob?

No, anche se si stanno studiando, in laboratorio, alcuni composti che potrebbero, in futuro, costituire una base razionale per lo sviluppo di farmaci ad azione terapeutica o preventiva.






Le leggi

La normativa nazionale
Le Leggi


Altri riferimenti normativi
Le Leggi

Provvedimenti comunitari di prevenzione attuati dall'Italia

DIVIETO D'IMPORTAZIONE
Decisione 89/469 del 28 luglio 1989

DIVIETO PER ETÀ MENO SEI MESI
Decisione 90/261 dell'8 giugno 1990

DIVIETO PARTI A RISCHIO
Decisione 90/200 del 9 aprile 1990

OBBLIGO DISTRUZIONE
Decisione 94/474 del 27 luglio 1994

EMBARGO TOTALE
Decisione 96/239 del 27 marzo 1996

CARNE SENZA OSSO
Decisione 98/256 del 16 marzo 1998 (parziale
abrogazione dell'embargo nei confronti del Regno Unito - ECHS Export Certified Herds Scheme programma per l'esportazione da allevamenti certificati)

DIVIETO PORTOGALLO
Decisione 98/653 18 novembre 1998 (embargo nei confronti del Portogallo)

O.M. del 24 dicembre 1996 (telegr. 600.3/vet/340/2/8920)
O.M. del 15 giugno 1998 (GURI n. 171 del 24 luglio 1998)
O.M. del 16 marzo 2000 (GURI n. 70 del 24 marzo 2000)

DIVIETO PER 3 MESI
600.3/SA.11/6314 del 17 novembre 2000

DIVIETO PER ANIMALI SOPRA I 18 MESI
600.3/SA.11/6313 del 17 novembre 2000 modificata in data 22 novembre 2000 e in data 30 novembre 2000

DIVIETO SVIZZERA
Con Ordinanza telegrafica del Ministro della Sanità n.600.3/VET/340/2/7511 del 30 ottobre 1996



Norme per la eradicazione della BSE

DENUNCIA BSE
Ordinanza Ministeriale 10 maggio 1991 - Norme per la profilassi di malattie animali

CENTRO REFERENZA
Decreto Ministeriale 3 agosto 1991 - Riconoscimento del Centro per lo Studio e le ricerche sulle encefalopatie spongiformi animali e neuropatologie comparate dell'IZS del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta quale centro di referenza nazionale

DIVIETO FARINE
Ordinanza Ministeriale 28 luglio 1994 - Divieto di somministrazione ai ruminanti di proteine derivate da mammiferi

UNITÀ DI CRISI
Decreto legge 8 agosto 1996, n.429, convertito in legge 21 ottobre 1996, n.532 - Potenziamento dei controlli per prevenire l'encefalopatia spongiforme bovina

SORVEGLIANZA CONTINUA
Decreto Ministeriale 29 gennaio 1997 - Misure integrative per la sorveglianza permanente delle encefalopatie spongiformi animali

OBBLIGO ABBATTIMENTO
Decreto Ministeriale 4 agosto 1997 - Misure
integrative per la profilassi della encefalopatia spongiforme dei bovini PROFILASSI Decreto Ministeriale 8 aprile 1999 - Norme per la profilassi della scrapie negli allevamenti ovini e caprini

DIVIETO FARINE A TUTTI ANIMALI
Ordinanza Ministeriale 17 novembre
2000 - Modificazioni dell'Ordinanza Ministeriale 28 luglio 1994 concernente "Misure di protezione per quanto riguarda l'encefalopatia spongiforme bovina"

TEST RAPIDI
Decreto Legge 21 novembre 2000, n.335 - Misure per il potenziamento della sorveglianza epidemiologica della encefalopatia spongiforme bovina

TEST RAPIDI
Decisione della Commissione UE del 29 novembre 2000, n.2000/764 sui test bovini per accertare la presenza di encefalopatia spongiforme bovina e recante modifica della Decisione 98/272/CE relativa alla sorveglianza epidemiologica delle encefalopatie spongiformi trasmissibili

INDENNIZZO
Regolamento CE n.2777/2000 della Commissione del 18 dicembre 2000, che istituisce risorse eccezionali di sostegno del mercato delle carni bovine



Norme per l'alimentazione animale

DIVIETO FARINE
Ordinanza Ministeriale 28 luglio 1994, relativa alle misure di protezione per quanto riguarda l'Encefalopatia Spongiforme Bovina e la somministrazione, con la dieta, di proteine derivate da mammiferi

LINEE GUIDA
Nota Ministeriale 8 aprile 1999, recante indicazioni sulla razionalizzazione delle attività di vigilanza e controllo ai sensi della O.M. 28/7/94 nel settore della alimentazione animale in materia di Encefalopatia Spongiforme Bovina

DIVIETO FARINE
Ordinanza Ministeriale 17 novembre 2000

DIVIETO FARINE
Decisione della Commissione nº766/2000



Norme per l'identificazione animale anagrafe del bestiame

REGISTRO STALLE
Decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996, nº317 - Regolamento recante norme per l'attuazione della Direttiva del Consiglio 92/102/CEE relativa alla identificazione e alla registrazione degli animali

PASSAPORTO
Regolamento CE 820/97 che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo alla etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine



Normativa - Internazionale

Regolamento (CE) N. 2777/2000 della Commissione
Regolamento (CE) N. 26/2001 della Commissione del 5 Gennaio 2001
Decisione della Commissione del 27/12/2000
Decisione del Consiglio 4 dicembre 2000
Decisione della Commissione del 5 giugno 2000
Decisione della Commissione del 29 giugno 2000
Decisione della Commissione 13 ottobre 2000
Decisione della Commissione 30 novembre 2000
Commission Decision 2000/773/EC
Decisione della Commissione del 29 dicembre 2000
Decisione della Commissione del 29 dicembre 2000






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